l’Italia nelle sue principali bellezze, ricchezze e glorie

Angelo De Gubernatis
Professore della Regia Università di Roma – anno 1803

I NOSTRI MONTI
LE ALPI
“Il salire in montagna è un esercizio fisico eccellente: rinforza i muscoli, mette in moto il sangue, aiuta la respirazione, rinvigorisce tutte le membra; nel tempo stesso il salire in alto, stacca l’uomo da ogni bassa cura, e in aria più fina ne purifica i pensieri, ne esalta il sentimento, ne accresce il coraggio, ne migliora il carattere. In alto, miei cari giovani, sempre in alto; se no potete salire sulla vetta d’un monte, salite su colle, sul poggio più vicino al vostro villaggio, alla vostra città. Il superare un alta vetta solamente perchè nessuno è mai arrivato, è stolida vanità: e le salite più rischiose conviene lasciarle ai meglio addestrati nella ginnastica più ardua, e intraprenderle con tutti i mezzi necessari per riuscirvi. Peraltro si possono tentare numerosi e bellissimi viaggi di montagna senza alcun pericolo, si acquisterà cognizione di molte cose che nel piano non si vedono. In montagna non vi è nulla di volgare; tutto vi prende un aspetto, una forma, un linguaggio suo proprio. Le vette dei monti sembrano parlarsi tra loro: i ghiacciai coi loro crepacci spaventosi spalancano abissi infiniti: le numerose cascate di torrenti e torrentelli che scendono da roccia scoscese, tra gole profonde, formano una musica strana. I fiori delle Alpi hanno colori e profumi proprii; le erbe, virtù secrete, singolari. Le tradizioni popolari vi sono più vive, i costumi, più semplici; la gente, più sana e più schietta. Lassù l’animo si ricrea e s’innalza; la fatica che si dura nel salire, ha compenso nel maggior appetito con cui si mangia, nella maggiore tranquillità con sui si riposa.”

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